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Un sensore invisibile nel PVC per difendere gli infissi dai ladri

Sicurextra brevetta un dispositivo che rileva apertura, vibrazione e rimozione

Finestre e porte restano il punto debole delle abitazioni italiane quando si parla di furti. I dati più aggiornati indicano che più dell’80% delle effrazioni avviene proprio attraverso questi varchi, che si collocano al secondo posto tra le vie preferite dai ladri, subito dopo le porte principali. Nonostante ciò, per decenni il mercato della sicurezza ha proposto sempre le stesse soluzioni: il trasmettitore montato in vista sul serramento oppure, quando l’impianto era stato previsto in anticipo, un contatto magnetico inserito nel telaio durante la costruzione dell’infisso, capace di segnalare soltanto l’apertura.

Mancava una risposta per chi desidera difendere la propria casa senza comprometterne l’estetica, senza praticare fori e senza intervenire su serramenti già posati. È in questo spazio vuoto che si è inserita un’azienda della provincia di Como, con un brevetto depositato e un dispositivo che, a finestra chiusa, resta semplicemente invisibile. Sicurextra, nata nel 2020 per iniziativa di Marco Falcone, distribuisce da anni componenti per impianti di sicurezza e videosorveglianza, ma ha deciso di spingersi oltre la sola distribuzione: realizzare direttamente un sensore radio miniaturizzato da collocare nel profilo da 12 mm di qualunque finestra in PVC, il materiale più diffuso in Italia, senza alterare la struttura del serramento e senza lasciare segni visibili all’esterno. Il dispositivo è in grado di individuare tre situazioni diverse: l’apertura dell’infisso, la vibrazione generata da un tentativo di rottura del vetro e la rimozione forzata del sensore, resa rilevabile da un accelerometro interno. Tre gradi di protezione racchiusi in un solo oggetto, che può essere riprogrammato e spostato da un’abitazione all’altra.

Stefano Maruzzella, responsabile dello sviluppo commerciale, racconta l’origine dell’idea con la competenza di chi opera nel settore da quasi trent’anni: ‘Il mondo della sicurezza è sempre stato abituato o al classico contatto nascosto dentro il serramento, da installare in fase di costruzione, o al listello di plastica montato a vista sulla finestra. Noi abbiamo creato qualcosa che rimane invisibile: a finestra chiusa non si vede nulla, eppure il sistema è attivo e protegge su tre livelli distinti, intervenendo prima che l’infisso venga danneggiato.’ Il prodotto poggia sulla piattaforma di uno dei principali produttori mondiali di elettronica per la sicurezza, con un giro d’affari nell’ordine dei sei miliardi di dollari, e adotta una criptatura a 128 bit sulla frequenza 868 MHz, uno standard professionale certificato, molto distante dai dispositivi consumer che riempiono le piattaforme di e-commerce.Il contesto in cui questa novità si colloca non è affatto secondario. In Italia il comparto degli infissi dovrebbe toccare nel 2026 un valore complessivo di circa 9,2 miliardi di euro, mentre sul piano globale il settore delle porte e finestre in PVC valeva 44,26 miliardi di dollari nello stesso anno, con una crescita che prosegue in modo stabile. Nel nostro Paese si contano circa 137 milioni di finestre, delle quali oltre 23 milioni destinate alla sostituzione nei prossimi cinque-dieci anni a causa dell’età. Buona parte di questo patrimonio è in PVC, il materiale per cui il sensore di Sicurextra è stato progettato e collaudato in modo specifico. ‘Probabilmente tra qualche anno sarà la linea guida di tutti. Oggi abbiamo aperto noi questa strada.’ Il sensore trova posto nell’intercapedine del profilo da 12 mm, presente nella grande maggioranza degli infissi in PVC prodotti e commercializzati in Italia, senza richiedere forature o modifiche strutturali che potrebbero mettere a rischio le certificazioni di isolamento termico e acustico del serramento.È proprio quest’ultimo elemento a rendere il prodotto appetibile non soltanto per gli installatori di impianti di sicurezza, ma anche per chi produce e vende infissi, un canale che Sicurextra ha cominciato a coltivare ottenendo già i primi risultati concreti. Diversi serramentisti hanno preso a proporre il dispositivo insieme ai propri prodotti, coniando di loro iniziativa lo slogan ‘finestra intelligente’.

Per chi commercializza serramenti dal valore di decine di migliaia di euro, offrire un sistema di protezione integrato e invisibile diventa un elemento di distinzione in un mercato in cui i produttori risultano sempre più simili sotto il profilo delle caratteristiche tecniche di base. “Siamo nel paese dove il design è forse la cosa principale a cui prestiamo più attenzione”, osservano Falcone e Maruzzella. ‘Poter dare a una finestra una protezione di altissimo livello senza rovinarne l’aspetto estetico, senza andare a forare la struttura e, quindi, senza modificarne le certificazioni di isolamento, è un valore aggiunto che il serramentista apprezza moltissimo.’ La società ha portato il prodotto alla fiera Sicurezza di Milano, tra le più rilevanti in Europa insieme a quella di Londra, e sta mettendo in piedi una rete di rivenditori sull’intero territorio nazionale, consultabile tramite una mappa interattiva sul proprio sito. La presenza si spinge anche fuori dai confini, con una filiale in Svizzera e una clientela che comprende istituti di vigilanza nel Sud Italia. ‘La nostra aspettativa è avere un po’ più di credibilità e visibilità’, ammette Falcone senza giri di parole. “A volte si può essere i migliori, ma se nessuno lo sa il prodotto rimane chiuso in garage. Abbiamo una bella macchina, dobbiamo portarla fuori”.

25 Settembre 2026

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